...ma sarà vero?
La cattiva. Io sarei la cattiva. La stronza. L'acida. La perfida. Io sono il male fatto persona. Sono la strega. Da bruciare sul rogo. A fuoco lento. Qualche settimana fa ho scritto di essere "l'insensibile". Oggi aggiungo anche cattiva. E non la cattiva di turno, perchè pare che sia sempre il mio turno. Continuamente ed a tempo illimitato. Ho sofferto per anni a causa del mio modo di essere e di apparire. Come? Semplice, cattiva. Quella che ha la faccia austera, quella che perde le staffe, quella che dice ciò che pensa, quella categorica nel decidere chi dentro e chi fuori, quella che non serve proteggere, quella che non serve difendere.
E ora ne ho la conferma. La sincerità, la schiettezza, il fare del bene, il rispetto, la fiducia, non pagano. Ti affossano. Ti seppelliscono. Ti trasformano in lupo mannaro agli occhi di tutti. E mentre tutti fanno ciò che vogliono, dicono ciò che gli passa per la testa senza paura di ferirti perchè tanto "tu sei quella forte, aggressiva, quella corazzata", sprofondi. Sprofondi in ciò che sei realmente e che sempre hai cercato di dimostrare, sforzandoti anche, a volte, perchè i gesti delle persone aggressive e apparentemente forti vengono apprezzati di meno in quanto provengono da una fonte "difettata". Sprofondi nella tua bontà, nel tuo altruismo, nel tuo amore per la vita che vengono visti in maniera distorta da quasi tutti. E allora ti chiedi se sia giusto avere dei pregi veramente belli se alla fine nessuno li apprezza. Cominci a stancarti di essere schiava dell'apparenza a tal punto da mettere da parte le tue cose belle per sostituirle con ciò che gli altri ti attribuiscono.
Cattiva.
E visto che per anni sei stata additata come tale, forse alla fine conviene diventarlo davvero. Conviene prendere tutto il buono e buttarlo nella spazzatura. Tanto sul rogo ci finirai comunque ma quanto meno, ne soffrirai in misura inferiore.
E se lafatasapiente nel suo piccolo fosse anche frivola? Ci sarebbe qualcosa di sbagliato?
E se lafatasapiente avesse improvvisamente deciso di farsi conoscere anche per le sue frivolezze, i suoi capricci, i suoi viaggi, i suoi momenti liberi, i suoi deliri fotografici e tanto altro?
Continuereste a leggerla?
Lafatasapiente è anche lafatafrivola, ricordatelo.
E nell'affermarlo, ci mette anche la faccia.

L'insensibile. Io sarei l'insensibile. Io, proprio io. Io che ho messo da parte me stessa per il rispetto del dolore altrui. Io che mi sono fatta a fettine il cuore e l'anima per questo rispetto. Io, che ho dovuto essere più forte delle parole che udivo e che mi distruggevano il cuore. Senza neanche un gesto di comprensione altrui. Mi ripetevo che forse il tempo mi avrebbe donato almeno una briciola di comprensione. Mi illudevo che ciò accadesse. Che un giorno avrei visti onorati i miei meriti. Ecco, mi sono illusa. Dopo tutto quanto ho provato, affrontato e superato senza che ne fossi direttamente responsabile o coinvolta, il tempo mi porta a sentirmi dire che sono L'insensibile. Quella che non capisce. Quella che, sottinteso, non ha cuore. Io. L'insensibile. Ho voglia di piangere. Pensavo di aver superato il complesso del "sembrare cattiva" a causa di: aspetto fisico, tono di voce, cinismo. E invece non l'ho superato. Ne soffro. Passo le giornate a lanciare inconsapevolmente messaggi pregni di amore, bontà, sincerità, trasparenza, SENSIBILITA'... perchè è questo quello che sono. Ma poi, chissà perchè, subentra l'apparenza e io torno ad essere "la cattiva". Io. Cattiva. Ne soffro terribilmente. Ne soffro perchè qualsiasi cosa faccia, dica, dimostri... alla fine si finisce sempre per cadere in questa cosa che per me è terribile. Ma io di più non posso fare. Né ho potuto fare. Ho fatto il meglio, faccio il meglio, farò il meglio... che venga compresa o no. Nel frattempo io continuerò a seguire la mia indole "buona" e, mio malgrado, a sentirmi dire che sono cattiva ed insensibile. Ne soffrirò ancora. Piangerò ancora silenziosamente. Forse un giorno verrò compresa e capita. Forse un giorno la mia sensibilità verrà apprezzata. Forse un giorno. Nel contempo, resto L'insensibile però.
In un momento di crisi economica mondiale in cui l'euro sale e il dollaro scende, lo yen resta invariato e la sterlina inglese cala a picco, ci sono dei prezzi che restano invariati.
Sto cercando di non detestare il luogo in cui vivo. Cerco motivi per farmelo piacere. Non mi piace, lo detesto, mi nausea. Tu mi accusi di essere troppo dura, troppo chiusa nel mio disgusto. Mi accusi di essere troppo restia nel voler accettare il modo di vivere (sopravvivere semmai) qui. Si, magari hai ragione. Tu che sei più moderato e più saggio di me. Io invece sono diventata estremista, politicamente scorretta. Una ragazzina capricciosa. Un'adolescente ribelle. Il problema è che il tempo passa. Io divento più vecchia. E ho paura. Paura che i sogni si allontanino man mano il tempo scorra. Tra un mese probabilmente saremo in Svezia e ci vivremo per due mesi. Perché parlo così dunque? Perchè ho paura che questo sogno non si realizzi e che resti lì per quello che è, un sogno. Un sogno logorante. Se così non sarà, se questo sogno si realizzerà chiederò venia a vita a chi mi avrà sopportato. A Te, soprattutto, che mi sopporti e che mi supporti. Ti amo anche per questo, perchè riesci a capirmi e comprendermi.
Sono a Stoccolma. Il nostro 2009 è cominciato qui. In questo luogo che mi sembra così familiare. Ho sempre detto che la vera casa di ognuno di noi è dove ci sentiamo a nostro agio. Io mi sento a mio agio nel Nord dell'Europa. Dalla Germania in sù. Mi sento a casa. Fuori ci sono - 10 gradi ma questo calore che sento in fondo al cuore io non riesco a percepirlo se non qui. Tutto parla di me, di come sono fatta. Le strade, la gente, la neve. Odio la neve che sia chiaro. Ma qui riesco ad amarla. E' una sensazione che non so spiegare. Dicono che qui la gente sia "fredda" ma quanto è più fredda e distante la gente che vive intorno a me nel quasi profondo Sud? Intorno a me vedo sorrisi qui. La gente non ti conosce ma ti sorride. E se lo fai per prima, la gente ti risponde. In Italia io non l'ho mai visto fare. Gli sconosciuti restano sconosciuti. I conoscenti accennano ad un saluto. Gli amici a volte si rivelano più sconosciuti degli sconosciuti. Quelli veri è chiaro ti sorridono perchè ti amano e ti stimano. Io qui riesco ad essere ciò che sono, ciò che voglio. Non devo farmi problemi, vivo come voglio. Vengo sda un paesino niente male ma in cui mi sento estranea, straniera. Vedo dei muri, delle barriere. La mia mente vive offuscata. Invecchio precocemente. Qui mi sento giovane e bella. Libera dagli stereotipi che mi vorrebbero clone di quella gente che sento troppo distante da me, nella mia terra natia, che resta sempre e solo tale. Chiamatemi politicamente scorretta. Ditemi che sono una traditrice della Patria. Me ne fotto. Tra due giorni sarò di nuovo lì, dove non riesco a vivere come vorrei. L'Italia è bellissima, travolgente, unica, ma io non mi sento a mio agio, non mi sento a casa. Qui tutto mi dice qualcosa. Qui tutto sembra avere un senso per me. Niente mi stupisce. Tutto mi sconvolge. Buon nuovo anno a tutti.
Grazie mia Metà per avermi portata qui.
L'inverno sembra non voglia arrivare. Poi fa capolino tempo grigio e vento freddo, ci prepara a mettere su cappotti e scirpe per ancore lasciare nuovamente spazio al sole e al caldo. Un inverno folle. Meglio così. Lavoro molto. Non ho quasi tempo di entrare qui. Tempo che vola. Io sto bene. Starei benissimo ma a volte, lo sapete bene, mi stuzzica la mia insicurezza facendomi traballare. La nostra storia è bellissima. E da quando lavoriamo insieme è ancora più bella. Alla faccia di chi dice che con il proprio compagno/a non è un bene lavorare. E' davvero bello e rilassante. Questo mi aiuta a non pensare che odio il posto in cui vivo e in cui resto solo perchè qui c'è lui che è uguale a me. Penso costantemente però ad altri luoghi, dove la gente è più simile a noi, dove mi sento veramente a casa, dove vorrei essere in questo momento.
Lo guardo, seduto quasi di fronte a me mentre fa qualcosa al pc. Grazie a Te non soffoco. Grazie a Te respiro e mi sento felice.