sabato, 04 luglio 2009

La cattiva. Io sarei la cattiva. La stronza. L'acida. La perfida. Io sono il male fatto persona. Sono la strega. Da bruciare sul rogo. A fuoco lento. Qualche settimana fa ho scritto di essere "l'insensibile". Oggi aggiungo anche cattiva. E non la cattiva di turno, perchè pare che sia sempre il mio turno. Continuamente ed a tempo illimitato. Ho sofferto per anni a causa del mio modo di essere e di apparire. Come? Semplice, cattiva. Quella che ha la faccia austera, quella che perde le staffe, quella che dice ciò che pensa, quella categorica nel decidere chi dentro e chi fuori, quella che non serve proteggere, quella che non serve difendere.

E ora ne ho la conferma. La sincerità, la schiettezza, il fare del bene, il rispetto, la fiducia, non pagano. Ti affossano. Ti seppelliscono. Ti trasformano in lupo mannaro agli occhi di tutti. E mentre tutti fanno ciò che vogliono, dicono ciò che gli passa per la testa senza paura di ferirti perchè tanto "tu sei quella forte, aggressiva, quella corazzata", sprofondi. Sprofondi in ciò che sei realmente e che sempre hai cercato di dimostrare, sforzandoti anche, a volte, perchè i gesti delle persone aggressive e apparentemente forti vengono apprezzati di meno in quanto provengono da una fonte "difettata". Sprofondi nella tua bontà, nel tuo altruismo, nel tuo amore per la vita che vengono visti in maniera distorta da quasi tutti. E allora ti chiedi se sia giusto avere dei pregi veramente belli se alla fine nessuno li apprezza. Cominci a stancarti di essere schiava dell'apparenza a tal punto da mettere da parte le tue cose belle per sostituirle con ciò che gli altri ti attribuiscono.

Cattiva. 

E visto che per anni sei stata additata come tale, forse alla fine conviene diventarlo davvero. Conviene prendere tutto il buono e buttarlo nella spazzatura. Tanto sul rogo ci finirai comunque ma quanto meno, ne soffrirai in misura inferiore.

postato da: desdemona691 alle ore 04/07/2009 18:51 | link | commenti
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venerdì, 03 luglio 2009

E se lafatasapiente nel suo piccolo fosse anche frivola? Ci sarebbe qualcosa di sbagliato?

E se lafatasapiente avesse improvvisamente deciso di farsi conoscere anche per le sue  frivolezze, i suoi capricci, i suoi viaggi, i suoi momenti liberi, i suoi deliri fotografici e tanto altro?

Continuereste a leggerla?

Lafatasapiente è anche lafatafrivola, ricordatelo.

E nell'affermarlo, ci mette anche la faccia.

Immagine 026 da te.

postato da: desdemona691 alle ore 03/07/2009 22:01 | link | commenti
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domenica, 07 giugno 2009

L'insensibile. Io sarei l'insensibile. Io, proprio io. Io che ho messo da parte me stessa per il rispetto del dolore altrui. Io che mi sono fatta a fettine il cuore e l'anima per questo rispetto. Io, che ho dovuto essere più forte delle parole che udivo e che mi distruggevano il cuore. Senza neanche un gesto di comprensione altrui. Mi ripetevo che forse il tempo mi avrebbe donato almeno una briciola di comprensione. Mi illudevo che ciò accadesse. Che un giorno avrei visti onorati i miei meriti. Ecco, mi sono illusa. Dopo tutto quanto ho provato, affrontato e superato senza che ne fossi direttamente responsabile o coinvolta, il tempo mi porta a sentirmi dire che sono L'insensibile. Quella che non capisce. Quella che, sottinteso, non ha cuore. Io. L'insensibile. Ho voglia di piangere. Pensavo di aver superato il complesso del "sembrare cattiva" a causa di: aspetto fisico, tono di voce, cinismo. E invece non l'ho superato. Ne soffro. Passo le giornate a lanciare inconsapevolmente  messaggi pregni di amore, bontà, sincerità, trasparenza, SENSIBILITA'... perchè è questo quello che sono. Ma poi, chissà perchè, subentra l'apparenza e io torno ad essere "la cattiva". Io. Cattiva. Ne soffro terribilmente. Ne soffro perchè qualsiasi cosa faccia, dica, dimostri... alla fine si finisce sempre per cadere in questa cosa che per me è terribile. Ma io di più non posso fare. Né ho potuto fare. Ho fatto il meglio, faccio il meglio, farò il meglio... che venga compresa o no. Nel frattempo io continuerò a seguire la mia indole "buona" e, mio malgrado, a sentirmi dire che sono cattiva ed insensibile. Ne soffrirò ancora. Piangerò ancora silenziosamente. Forse un giorno verrò compresa e capita. Forse un giorno la mia sensibilità verrà apprezzata. Forse un giorno. Nel contempo, resto L'insensibile però.

postato da: desdemona691 alle ore 07/06/2009 02:47 | link | commenti (2)
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mercoledì, 27 maggio 2009

In un momento di crisi economica mondiale in cui l'euro sale e il dollaro scende, lo yen resta invariato e la sterlina inglese cala a picco, ci sono dei prezzi che restano invariati.

postato da: desdemona691 alle ore 27/05/2009 16:42 | link | commenti (4)
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venerdì, 27 marzo 2009

Mi detesto quando sparisco, quando entro qui sporadicamente, quando avrei delle cose da scrivere ma non ho voglia. Io sono fatta così. Tanto amo scrivere, quanto a volte lo odio. Sono lunatica in questo senso. Non vogliateme vi prego.

Guardavo il cielo ieri mattina. Pioggia. Non smette di piovere da mesi ormai. Otto giorni su dieci da novembre vedo pioggia. Pioggia sottile come spilli che ti punge il viso. Pioggia grossa e pesante che ti inzuppa. Pioggia quasi impecettibile tanto è fine e tanto è irritante. E quando non piove il cielo è grigio. Oddio, il sole lo si è visto in questo inverno ma ancor prima che mi illudessi eccolo andar via per far posto a lei... la pioggia. Pioggia che scroscia sui cieli della Puglia, sempre in agguato. Ebbene si, sono ancora in Puglia. E la Svezia? E Stoccolma?

Perché ci siete cascati davvero? Avete davvero pensato che questa volta ce l'avrei fatta? Invece, dolorosamente dico di no. Non ce l'ho fatta.  Volevo  andare a viverci per un pò, un fottuto pò. Quante volte l'ho detto nella mia vita?  Di quanti luoghi mi sono innamorata? Quanti luoghi ho trascinato nel cuore?  Ero lì lì per farcela o quanto meno ero  lì lì per illudermi ancora. Poi mi sono svegliata. Al ritorno dalla vacanza in Svezia giurai a me stessa che questa sarebbe stata l'ultima volta, che l'avrei smessa con questo stramaledetto sogno del cazzo che mi porto dentro da sempre, che l'avrei fatta finita con questo continuo... sognare...

Sognare... Germania... Nord Europa... gente... strade... colori... neve... sole... odori... sguardi di gente sconosciuta... guten tag... god kvall... wie geht's?...  der kunde wara battre... lingue diverse... tedesco... svedese... danese... finlandese... case con il tetto spiovente... biscotti allo zenzero... cielo del Nord... freddo pungente... il semplice uscire di casa e vedere, respirare, vivere...  il luogo dove mi sento veramente a casa.

Basta. Chiuso. Finito. L'ho dentro da troppo tempo. Quanto? 10, 12, 16 anni? No, certe cose vengono al mondo con te, quando nasci, è una cosa radicata in te. Come l'essere portati a suonare uno strumento, o giocare uno sport da professionista, o scrivere. Ecco, io sono patologicamente negata sia per la musica che per lo sport, forse forse con la scrittura me la cavicchio ma la cosa importante è che io la senta radicata in me. Il mio sognare continuo è nato e cresciuto con me. Sognare quella cosa soprattutto.  Vivere all'estero.  Ce l'ho dentro da troppo. Mi ha divorato la testa e il cuore. Mi ha fatto rigirare nel letto. Mi ha fatto piangere. Sorridere. Mi ha dato un rifugio in una nascondermi dalla quotidianità. Mi ha dato riparo e conforto quando nulla mi piaceva e nulla mi faceva sentire a casa. Poi l'orologio della vita si fa sentire, il tempo passa, ho quasi 28 anni. Il sogno è ancora lì. Forse non ci ho creduto abbastanza. Forse non ho voluto farlo. Forse non ho lottato come avrei dovuto. E così, mi sono ritrovata a dirmi esattamente 2 mesi e mezzo fa, scendendo da un aereo che mi riportava qui, che stavolta sarebbe stata l'ultima, che se neanche questa volta ce l'avessi fatta avrei posto fine a questo sogno. Potrei non farlo, potrei continuare a sperarlo disperatamente. Ma io non voglio.

C'è un bivio: continuare a sognare una cosa che non accadrà mai, sebbene sia banale e apparentemente facile, continuare a vivere un'altra vita mentale parallela. Ebbene si, io lavo i piatti, faccio la spesa, mi preparo per uscire con Lui... e penso di farlo in un altro luogo. Chiudo gli occhi e penso che fuori da quella finestra ci sia Berlino o Stoccolma. Ed io non posso vivere così perchè un giorno o l'altro impazzirò. Io devo vivere la realtà, non una cosa che non esiste.
L'altra strada del bivio è quella dell'eutanasia del mio sogno. Ucciderlo. Liberarmene. Scendere con i piedi per terra. Guardare la realtà. Cercare di farmela piacere. Pseudo-lobotomizzazione di quella parte del cervello che odia questo luogo.

Scelgo vigliaccamente la seconda perchè non voglio più dare il mio cuore e le mie speranze in pasto al destino. Che alla fine, anche questa è una stronzata perchè questa storia del fantomatico destino beffardo è una scusa penosa che mi trascino dietro e dietro la quale mi nascondo per non affronatare con maturità la realtà.

Volevo disperatamente vivere all'estero. Volevo viverci anche solo per poco tempo. Sarei tornata qui in lacrime ma dentro di me avrei trovato la pace. Avrei detto a me stessa "ce l'ho fatta"! Avrei conservato questa soddisfazione per sempre.

Il lavoro e un matrimonio "all'improvviso" di un amico ci tratterranno qui.

Io, mio malgrado, devo tener fede a ciò che mi ero ripromessa scendendo da quell'aereo.

Stacco le spine. Aspetto che il sogno muoia. Muore quella parte del mio cuore che per anni ha vissuto una vita parallela, che ha immaginato, desiderato, sperato, fatto finta di vivere in un altro luogo. Muore...
Germania... Nord Europa... gente... strade... colori... neve... sole... odori... sguardi di gente sconosciuta... guten tag... god kvall... wie geht's?...  der kunde wara battre... lingue diverse... tedesco... svedese... danese... finlandese... case con il tetto spiovente... biscotti allo zenzero... cielo del Nord... freddo pungente... il semplice uscire di casa e vedere, respirare, vivere...  il luogo dove mi sento veramente a casa. Aspetto che tutto ciò passi per cominciare a guardare la realtà, le strade che realmente mi circondano, la gente che realmente incrocio, cercare di farmi amare queste cose. Io non lo so se ci riuscirò davvero ma so che questa è la cosa giusta se non voglio rischiare di impazzire.

Tu, Amore Mio, mi guardi e quasi Ti senti in colpa. Ma Tu non c'entri nulla. E'una questione tra me ed il destino, o tra me ed io. Tu, meno male che ci sei, a darmi aria, a farmi respirare, a salvarmi dall'asfissia e mai come ora ho bisogno di Te.


postato da: desdemona691 alle ore 27/03/2009 22:21 | link | commenti (6)
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lunedì, 02 febbraio 2009

Sto cercando di non detestare il luogo in cui vivo. Cerco motivi per farmelo piacere. Non mi piace, lo detesto, mi nausea. Tu mi accusi di essere troppo dura, troppo chiusa nel mio disgusto. Mi accusi di essere troppo restia nel voler accettare il modo di vivere (sopravvivere semmai) qui. Si, magari hai ragione. Tu che sei più moderato e più saggio di me. Io invece sono diventata estremista, politicamente scorretta. Una ragazzina capricciosa. Un'adolescente ribelle. Il problema è che il tempo passa. Io divento più vecchia. E ho paura. Paura che i sogni si allontanino man mano il tempo scorra. Tra un mese probabilmente saremo in Svezia e ci vivremo per due mesi. Perché parlo così dunque? Perchè ho paura che questo sogno non si realizzi e che resti lì per quello che è, un sogno. Un sogno logorante. Se così non sarà, se questo sogno si realizzerà chiederò venia a vita a chi mi avrà sopportato. A Te, soprattutto, che mi sopporti e che mi supporti. Ti amo anche per questo, perchè riesci a capirmi e comprendermi.

 

postato da: desdemona691 alle ore 02/02/2009 11:46 | link | commenti (4)
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venerdì, 16 gennaio 2009

Penso continuamente alla Svezia.

postato da: desdemona691 alle ore 16/01/2009 18:13 | link | commenti (3)
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mercoledì, 07 gennaio 2009

Sono a Stoccolma. Il nostro 2009 è cominciato qui. In questo luogo che mi sembra così familiare. Ho sempre detto che la vera casa di ognuno di noi è dove ci sentiamo a nostro agio. Io mi sento a mio agio nel Nord dell'Europa. Dalla Germania in sù. Mi sento a casa. Fuori ci sono - 10 gradi ma questo calore che sento in fondo al cuore io non riesco a percepirlo se non qui. Tutto parla di me, di come sono fatta. Le strade, la gente, la neve. Odio la neve che sia chiaro. Ma qui riesco ad amarla. E' una sensazione che non so spiegare. Dicono che qui la gente sia "fredda" ma quanto è più fredda e distante la gente che vive intorno a me nel quasi profondo Sud? Intorno a me vedo sorrisi qui. La gente non ti conosce ma ti sorride. E se lo fai per prima, la gente ti risponde. In Italia io non l'ho mai visto fare. Gli sconosciuti restano sconosciuti. I conoscenti accennano ad un saluto. Gli amici a volte si rivelano più sconosciuti degli sconosciuti. Quelli veri è chiaro ti sorridono perchè ti amano e ti stimano. Io qui riesco ad essere ciò che sono, ciò che voglio. Non devo farmi problemi, vivo come voglio. Vengo sda un paesino niente male ma in cui mi sento estranea, straniera. Vedo dei muri, delle barriere. La mia mente vive offuscata. Invecchio precocemente. Qui mi sento giovane e bella. Libera dagli stereotipi che mi vorrebbero clone di quella gente che sento troppo distante da me, nella mia terra natia, che resta sempre e solo tale. Chiamatemi politicamente scorretta. Ditemi che sono una traditrice della Patria. Me ne fotto. Tra due giorni sarò di nuovo lì, dove non riesco a vivere come vorrei. L'Italia è bellissima, travolgente, unica, ma io non mi sento a mio agio, non mi sento a casa. Qui tutto mi dice qualcosa. Qui tutto sembra avere un senso per me. Niente mi stupisce. Tutto mi sconvolge. Buon nuovo anno a tutti.

Grazie mia Metà per avermi portata qui.

postato da: desdemona691 alle ore 07/01/2009 20:01 | link | commenti (2)
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sabato, 08 novembre 2008

L'inverno sembra non voglia arrivare. Poi fa capolino tempo grigio e vento freddo, ci prepara a mettere su cappotti e scirpe per ancore lasciare nuovamente spazio al sole e al caldo. Un inverno folle. Meglio così. Lavoro molto. Non ho quasi tempo di entrare qui. Tempo che vola. Io sto bene. Starei benissimo ma a volte, lo sapete bene, mi stuzzica la mia insicurezza facendomi traballare. La nostra storia è bellissima. E da quando lavoriamo insieme è ancora più bella. Alla faccia di chi dice che con il proprio compagno/a non è un bene lavorare. E' davvero bello e rilassante. Questo mi aiuta a non pensare che odio il posto in cui vivo e in cui resto solo perchè qui c'è lui che è uguale a me. Penso costantemente però ad altri luoghi, dove la gente è più simile a noi, dove mi sento veramente a casa, dove vorrei essere in questo momento.

Lo guardo, seduto quasi di fronte a me mentre fa qualcosa al pc. Grazie a Te non soffoco. Grazie a Te respiro e mi sento felice.

postato da: desdemona691 alle ore 08/11/2008 19:50 | link | commenti (4)
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lunedì, 06 ottobre 2008

Il mio nuovo lavoro mi ha assorbito a tal punto da non riuscire a trovare un solo istante per venire qui a parlarvene. Il vecchio non mi manca affatto. Sono serena come non lo ero da tempo. Lavorativamente parlando intendo. Per il resto sono serena già da un pezzo e spero che questa tranquillità emotiva duri il più a lungo possibile.

Tra poche ore sarà il mio compleanno... il 7 ottobre ne compio 27.  E non starò qui a tirar somme, a fare i conti con gli anni che passano come tutti gli anni. Sarò in viaggio domani. Un viaggio di lavoro intendo.  Con Lui. E per festeggiare il mio compleanno non so ancora cosa faremo. Vi verrei a trovare a tutti se potessi. Si. Proprio voi che mi leggete da tempo, che mi state accanto con frasi che mi restano impresse nella mente. Proprio voi. Farei un giro panoramico tra di voi. Passando da Varese e Castelpusterlengo, girando per la Liguria, scendendo in Emilia Romagna e per finire verrei a Roma a trovare l'ultimo che mi è di strada prima di rientrare in Puglia. Se potessi lo farei. Siete degli straodinari amici virtuali.

Vorrei poter scrivere di più in questa occasione ma non lo farò. Vi basta sapere che sto bene, che mi sento amata e lo amo. Che è tutto straodinariamente meraviglioso. Tutto. La fata è straordinariamente felice.

Per il mio compleanno ve lo faccio io un regalo. Vi lascio qui, indelebili, i miei due più grandi sogni. Magari banali, privi di senso, incompresi, irrealizzabili, folli. Ma sono i miei sogni ed io li amo fortemente. Il primo è quello di scrivere un libro. Il secondo si chiama Germania.

Buon compleannno Valentina.

P.S. Qui a destra... vi regalo una Nostra foto.

postato da: desdemona691 alle ore 06/10/2008 23:23 | link | commenti (4)
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