...ma sarà vero?
Ultime quarantotto ore del 2006. E poi ripartono le solite speranze, i soliti buoni propositi, i soliti auguri per un nuovo anno ricco di novità. Non che ciò non mi piaccia. Credo che Capodanno senza buoni propositi sia come il Natale senza ipocrisia, non può esistere. Essi sono componenti fondamentali sia di una che dell'altra festa. Propositi che poi, a distanza di un anno ci vengono a reclamare la propria realizzazione mancata. E' sempre così. Intorno a questi giorni bussano alla porta chiedendo come mai, passata la scorsa Epifania, li abbiamo un pò tutti chiusi in un cassetto. Non posso dargli torto. E io, davanti alla porta dove hanno bussato, resto basita. Sorrido come un'ebete e alzo le spalle. E mi chiedo "chissà...chissà se ancora una volta i miei propositi si realizzeranno durante quest' anno che sta per cominciare...chissà se sarà diverso...chissà se tra un anno niente verrà a bussarmi alla porta...chissà". Chissà. Questa volta non finisco l'anno con una lista di intenzioni e propositi. Finisco l'anno pregna di speranza e voglia e intenzione di edificarli. Chissà.
Non so se riuscirò a collegarmi prima del 31. Ne dubito visto che domani sarò in partenza destinazione...tante destinazioni. Partendo da Bari, passando da Bologna e Milano, gironzolando un pò per le città più affascinanti della Germania, non sarò di ritorno prima dell'8 Gennaio e vi lascio qui i miei più sentiti e cari auguri di buona fine e buon principio. Il Mio Amore parte con me. Ci regaliamo la vacanza insieme che aspettavo da tanto e che finalmente riusciamo a vivere. Con la speranza che sia solo la prima di tante e che sia tutto straordinariamente splendido. Ma si, non ho dubbi.
...un meraviglioso nuovo anno a tutti...
Quest'anno il Natale, che già di mio sento pochissimo, non l'ho percepito affatto. L'ho vissuto come un week-end lungo. La colpa non è del tutto la mia. E' che ovunque mi girassi e voltassi non ho notato quella tipica aria natalizia. Tutt'altro. La vera e unica emozione è stata guardarTi negli occhi dopo averTi regalato la mia sorpresa appesa ad una parete del Tuo paese, illuminata da un faro quasi messo lì a posta, una sopresa che diceva:
24.12.2006
PER IL NOSTRO II° NATALE INSIEME,
IL MIO REGALO PIU'BELLO
SEI SEMPRE TU.
Bhè...volevo regalarTi qualcosa che nessun'altro al mondo Ti avesse regalato, volevo regalarTi l'emozione che ho visto nei Tuoi occhi, volevo regalarTi il sorriso che Ti ho letto sul viso..."...IL MIO REGALO PIU'BELLO SEI SEMPRE TU." Tu...che sei il Mio Amore.
Diciamo che non sono molto affezionata alle feste religiose. Diciamo che non sono molto affezionata alla religione in sè per sè. Considero un'ipocrisia recarmi in chiesa solo la notte della Vigilia solo per pulirmi la coscienza cattolica che non ho. E' una cosa che ho smesso di fare già da qualche anno. Essere una brava persona non significa essere necessariamente una brava cattolica. E io sono una bravissima persona anche senza ipocrisia cristiana. Non è che non credo in Dio, che sia chiaro. Io credo in Dio. Solo che non ci credo a tutta questa onniscienza, a questo potere che ha sugli esseri umani, a tutta questa bontà. No, mi viene difficile "credere". A volte immagino quel Dio barbuto seduto sul suo trono sulla sua nuvoletta a guardare lo spettacolo delle nostre vite tirando i fili come un bravo marionettista. Si divertirà molto credo. E mi viene veramente difficile credere in un Dio buono e giusto, portatore solo di bene perchè alla fin fine, le cose belle e le cose brutte provengono tutte dalla stessa fonte e non sempre esse arrivano in modo equo. Ma su questo argomento, su cui avrei così tanto da scrivere, disserterò un'altra volta anche perchè so che sicuramente tra chi mi legge ci sarà qualcuno che vedrà urtata la propria fede e non mi sembra il caso visto che siamo sotto la Festività per eccellenza. Mi limiterò a dire che per quest'anno, vorrei vedere meno ipocrisia negli altri. Non vorrei mai ricevere auguri da persone che quotidianamente intessono minuziosamente, con matasse di pettegolezzi, vestiti alle mie spalle. Vorrei semplicemente un pò di sincerità. Quella che si darebbe normalmente in qualsiasi altro giorno dell'anno. Non mi piacciono le impennate di pseudo-buonismo che si hanno in questi periodi. Me ne fotto se è Natale. Se mi si vuol bene e se mi si vuol fare del bene perchè aspettare il 25 Dicembre? Forse perchè è così che va la moda. E no, a me non sta bene. Lo so, lo so. Traspare amarezza da quello che scrivo. Amarezza velata da tristezza. Oggi mi sento particolarmente cupa. Sarà questo tempo grigio topo. I due cangurotti Google che giocano sulla homepage mi regalano il primo sorriso della giornata. Spero sia solo il primo. Spero che oggi ce ne siano tanti altri. (Tra pochi giorni parto con Lui... secondo sorriso della giornata).
Oggi ripensavo a quell'amicizia di cui scrivevo giorni fa. Quella raffreddatasi come acqua in un freezer. Ripensavo che alla fin fine quella che per ben due volte ha teso la mano per un riavvicinamento sono stata io, e in questo terzo allontanamento dall'altra parte non vi è stato nulla. Nessuna voglia nè bisogno di chiarire e di capire. Mi aspettavo che per una volta lo facesse lei, che mi chiamasse anche solo per prender,mi a parolacce, eppure niente. Silenzio. Un'amicizia di anni che si raffredda in un gelido silenzio. E sono costretta, mio malgrado, a guardare la realtà, una realtà lampante, una realtà che mi vede come l'unica tra le due ad averci tenuto davvero a quell'amicizia. Mi scende una lacrima. E' amarezza. Ma anche tristezza.
E' straordinaria la capacità che hai di emozionarmi come i primi tempi...il tempo sembra essersi fermato ad allora...sospeso in una nuvola magica...
Ogni anno l'arrivo del Natale mi mette sempre di cattivo umore, ogni anno tutto questo sfavillio di luci, falso buonismo, ipocrisia mi mettono tristezza. Forse la colpa è anche un pò la mia che mi ostino a sguazzare dentro questo malumore natalizio, ma è più forte di me. Non riesco a fingere di amare questa festa. Ma l'idea che questo è il secondo Natale che passo insieme a Te, mi regala un dolce sincero innamoratissimo e grato sorriso.
Sono abbastanza dura quando vengo delusa. Non riesco a passarci sopra con nonchalance. Dico cose pesanti. Battute impregnate nell'acido cloridrico. Divento più lunatica del solito. Ma è un periodo in cui voglio tranquillità. E' un periodo in cui non voglio piangere visto che di lacrime, ne ho versate abbondantemente l'estate scorsa. Voglio vivere questo Amore nella maniera più serena possibile, nella maniera più trasparente possibile, nella maniera più sincera possibile. Questo significa che questa volta sorvolerò la delusione e la mancanza di rispetto con nonchalance, significa che ho semplicemente incassato il colpo mentalmente e sentimentalmente, ma la prossima volta, sperando che non ci sia una prossima volta, metterò tutto ciò che ho di buono da parte e sarò incoronata regina della perfidia. Per adesso, con la speranza che tutto sia splendido e magico, penso alla vacanza che a breve faremo Insieme, penso alla magia degli istanti Insieme, penso a quanto mi fa battere il cuore questo Amore e...silenziosamente...ti perdono.
Oggi il mio umore ha raggiunto il minimo storico. Per tanti, innumerevoli motivi. No. Non è vero. Per uno soltanto. L'altro giorno parlavo di delusione e non mi riferivo all'amore. Oggi parlo di Te. Che mi hai delusa ancora. Che mi hai rispruzzato alcool su quella ferita che il tempo non è riuscita completamente a curare e che, ieri, mi ha fatto di nuovo male. Inutile spiegare, cercare parole in grado di descrivere cosa mi provoca scoprire nuovamente la Tua mancanza di sincerità. Il Tuo voler omettere alcune cose, per me molto importanti, per paura che io attacchi la solita tiritera che, come Hai visto, è partita comunque ma, a causa Tua, è stata arricchita di delusione e dolore. Tanto a Te che importa se le ferite fanno a male a me? Tanto a Te che importa se oggi vengo al lavoro con un senso di nausea e lacrima in agguato? Tanto a Te che importa se oggi mi sento delusa e triste e impaurita? Io non mi merito certe "omissioni". Io merito la verità, sempre e comunque. Io merito la sincerità, anche solo la metà di quella che dò io, ma me la merito. Io merito di non piangere e non essere pervasa da questo nauseabondo senso di delusione misto a rabbia. Sono delusa. Incazzata. Triste. Mi faccio schifo per tutto il buono che sono, perchè se non fossi così, probabilmente, non ne approfitteresti, perchè se non fossi così probabilmente non starei male oggi, perchè se non fossi così probabilmente verrei rispettata.
Da ieri sono triste. Pervasa da una sottile fastidiosa tristezza. Quella che arriva in punta di piedi nei momenti meno opportuni, proprio quando sei serena, proprio quando non te l'aspetti, proprio quando non ci vuole. Una sottile tristezza dettata forse dalla delusione impercettibile che certi eventi trasmettono. Sono fatta così. La delusione mi logora ogni volta. E ogni volta mi rende più cinica. Mi obbliga a tirare somme che volutamente sbaglio ogni volta perchè non sono in grado di affrontare la realtà, non sono mai in grado di vedere le persone per quello che sono veramente. Vedo solo ciò che voglio vedere. E alla fine quella ad essere in difetto sono sempre io. Ma si, tanto ad ingoiare i bocconi amari ci sono abituata. E non parlo d'amore stavolta.