...ma sarà vero?
Riflettere sul tempo che passa, che vola, sta diventando sempre più frequente. Ed anche se la gente che mi viene presentata, mi da moooolto ma mooolto meno dell'età che ho, non mi rassicura. Ieri per l'ennesima volta mi è stata data un età compresa tra i 18 e i 20 anni. Vabbè, non faccio la modesta... un pò mi fa piacere, ma dall'altro lato penso che in realtà ne ho quasi 26 e 26 è un'età parente a 30. Parenti alla lontana eh! Ma pur sempre parenti... Ed io sono qui. In questo ufficio. Con uno stipendio da miseria. Nel paese da cui anni fa, mi ripromisi di scappare. Con una laurea che non ho preso e che, quest'anno soprattutto, ho trascurato completamente. Eppure mi sento così... completa. Interiormente dico. Così... piena di tante cose belle. Così... carica di voglia di vivere. Ma non è abbastanza. Perchè comunque resto qui, rinchiusa in questo ufficio nel suscritto paese, a riflettere su questo tempo che va ad una velocità estenuante e che costringe me ed i miei sogni a stare al suo passo. I miei sogni... quei sogni mai dimenticati, mai chiusi in un cassetto perchè altrimenti avrebbero cominciato ad avere un tanfo di chiuso e vecchio, quei sogni tenuti sempre nel cuore, quei sogni che, ogni mattina al mio risveglio mi danno il buongiorno spronandomi, urlandomi nelle orecchie del cuore di fare qualcosa, di impegnarmi a realizzarli. Quei sogni... scrivere un libro, andarmene da qui con Lui... Quei sogni... che fanno parte integrante della mia anima, che non si arrendono mai, che credono in me forse più e meglio di quanto io creda in loro, perchè se così non fosse mi avrebbero già abbandonata da tempo, privandomi del bastone che mi sorregge quando sto male, quando mi sento persa. Sono quei sogni a sorreggermi, a darmi la spinta. Sono quei sogni la mia linfa. E forse è proprio per quei sogni che ardono così fortemente in me che dovrei smettere di pensare al tempo, spaventarmi del tempo e rimboccarmi le maniche, e dedicarmi ad intraprendere la strada della loro realizzazione. In fondo, per la loro fedeltà, essi lo meritano. E forse, lo merito anche io.
Pare che la temperatura si sia abbassata di mezzo grado. Ma è già qualcosa. Il caldo degli ultimi giorni mi faceva sentire come se abitassi nel bel mezzo del deserto, anzi no, peggio del deserto. Almeno lì di notte c'è l'escursione termica e si riesce a dormire. Qui neanche quella. Quindi mezzo grado in meno mi fa sentire come se mi fossi catapultata in una fresca località di montagna. Credo di non avere più il fisico per sopportare il caldo esotico delle mie parti. Mi sento sempre talmente rincoglionita da non avere nè voglia nè modo di dedicarmi a tante cose che vorrei fare da tempo. Dipingere un quadro da regalarTi. Raccogliere idee e stralci di vita, la mia, la Nostra, da inviare a qualche concorso letterario. Mettermi alla ricerca di un libro che cerco da tempo e che purtroppo non sono ancora riuscita a trovare. L'ondata di punti vendita Feltrinelli, che spuntano come funghi, è imbarazzante. Ovunque io vada, in qualsiasi ipermercato io metta piede ce n'è almeno uno. Peccato che io stia cercando un Oscar Mondadori. Possibile che l'unico libro che cerco non è stato pubblicato da Feltrinelli? Com'è che pubblichino qualsiasi cosa possibile ed immaginabile e non questo? Questa, chiamasi sfiga. Che poi, l'aver scoperto che la Fetrinelli venda solo libri Feltrinelli per me è stato uno shock. Nel senso che credevo che la Fetrinelli fosse una specie di grande supermercato del libro. Che ne so, tipo la Coop. Ed invece no. Vende solo libri suoi, tra cui, porcaccia la miseria, non c'è quello che voglio io! E questo significa anche che, dovrei mettermi con la buona volontà nella pausa pranzo a girare sotto questo sole (...bello pedalare eh!...E no! Neanche pedalare è possibile sotto stò sole qui!) tra le varie librerie di Bari fino a quando non riuscirò nel mio intento. Chiaramente questa ardua impresa verrà rimandata a giornate meno afose, magari appena la colonnina si abbasserà ancora di un altro mezzo grado dandomi l'impressione non più di essere catapultata in una fresca località di montagna come oggi, ma addirittura di essermi trasferita in una baita sul cucuzzolo del Monte Bianco. E allora si che mi metterò in cerca del libro. Nel frattempo, se mi andrà di andare al mare in pausa pranzo (non oggi perchè sono ancora sotto antibiotici), passerò le mie tre ore sotto al sole a leggere e rileggere le barzellette dell'inserto di Tele Sette.
Come volevasi dimostrare la settimana scorsa, l'aria condizionata ha colpito. Non che mi abbia già uccisa, intendiamoci. Ma ha contribuito negli ultimi due giorni a farmi lievitare le tonsille provocandomi un mal di gola tremendo oltre che disturbi nel deglutire e spossatezza totale. Il tutto il pieno Giugno, con una temperatura esterna di circa 40° e acutizzandosi proprio stamattina, che è Lunedì e si torna al lavoro (dove, ricordiamolo c'è l'aria condizionata). Questa, però, è la quintultima settimana di lavoro prima delle ferie e questo conto alla rovescia mi solleva un pò dai miei acciacchi. L'idea del relax, l'idea di non dover sentire la sveglia ogni mattina che mi richiama al dovere, l'idea di poter fare tutto quello che mi pare senza problemi di orario e altro ancora mi aiuta ad affrontare quest'ultimo mese in ufficio. Intanto, l'antibiotico preso stamane comincia a fare effetto facendomi sentire rincoglionita. Per il resto, che dire? Stamattina mi sono svegliata pervasa da un sottile senso di tristezza. Sono triste per Lui che a Sua volta è triste per il Suo lavoro. E io mi sento così impotente. Odio sentirmi impotente, non riuscire a risollevargli per il morale per più di cinque minuti. Vorrei poter fare qualcosa, trovargli le soluzioni giuste.
L'unica cosa che posso e riesco a fare è starTi accanto, ascoltarTi, abbracciarTi, condividere con Te i Tuoi problemi, darTi tutto quello che ho. So che non è tutto, ma è comunque qualcosa.
Lavorare con 40 gradi fuori dalla porta dell'ufficio (e con l'odiatissima aria condizionata-arma letale dentro), con il mare a 10 minuti di macchina, sentendo sulle spalle un anno di lavoro e sapendo di avere davanti ancora 5 settimane di lavoro senza ancora sapere se e dove andremo in vacanza ad Agosto non è il massimo. Ecco, diciamo che sono vicina alla nevrastenia. Diciamo che se questo caldo non si placa, a fine Luglio, giusto per le ferie, soggiornerò in una camera con vista (senza aria condizionata quantomeno) al reparto neurologico di un ospedale qualsiasi. Sono ben accetti fiori e dolciumi di varia natura. Chiaramente non mandatemi cioccolate perchè senza aria condizionata si trasformerebbero in crema spalmabile tipo Nutella. Se invece, il caldo dovesse placarsi regalandomi un pò di pace in queste ultime settimane lavorative allora mi auguro di trovarmi, a fine Luglio, alle prese con i bagagli per la Nostra vacanza estiva... Però questo non dipende solo da me... dipende anche da Te Amor mio...
L'aria condizionata mi ucciderà. Lo sento. Quel piacevolissimo refrigerio che regala mi ammazzerà lentamente. Ma è esploso il caldo e in ufficio si soffoca. Ancora 6 settimane di lavoro compresa questa e poi... 5 settimane di meritatissime ferie. In più ha preso fuoco una macchina a pochi metri dalla porta d'ingresso del mio ufficio poco fa, dove tra l'altro, era parcheggiata anche la mia, donandomi uno spavento non indifferente. Ci saranno sui 35 gradi e siamo ancora alle ore 11,00. Vorrei andare in palestra ma il caldo me lo impedisce (e poi anche lì c'è l'aria condizionata). Nella pausa pranzo-sonnellino post pranzo me ne vado al mare a rosolarmi un pò. Diciamo che la giornata ha assunto una piega apatica.
E' arrivato Giugno quasi senza che me ne accorgessi. Com'è che Maggio e Giugno non profumano più come un tempo? Quando la sera esco dall'ufficio, la mancanza di profumo del crepuscolo mi mette tristezza, mi fa sentire quasi spaesata. E' come se le stagioni avessero perso il loro tipico odore. In più si aggiunge il tipico stress da inizio estate - conto alla rovescia per le ferie - stanchezza accumulata da smaltire - belle giornate passate chiusa in ufficio a detestare questo lavoro - irritabilità più accentuata del solito - mancanza di tempo e modo di organizzare la vacanza estiva. Insomma questi ed altri fattori legati sempre al lavoro stanno influendo negativamente sul mio sistema nervoso portandomi ad essere un tantinello acidognola verso chicchessia. Mi spiace se poi riverso questo stato d'animo su di Te che già di Tuo, non stai passando un bel periodo. Vorrei tanto che almeno uno di Noi due sentisse meno il peso del lavoro e delle preoccupazioni. Vorrei che fossi Tu a stare più sereno perchè vederTi, sentirTi preoccupato per il lavoro in cui hai investito testa, anima e moneta senza avere poi, il riscontro che speravamo, mi rattrista. Talvolta mi rende impotente. Farei qualsiasi cosa per vederTi più sereno credimi. Ma lo sento che le cose si aggiusteranno... il lavoro prenderà la piega giusta... Non mi piace vederTi giù, abbattutto. Sei troppo... TROPPO... per star giù. Dai Amore Mio... si aggiustatutto.
Ho fatto un brutto sogno poco prima di svegliarmi. Uno di quei sogni che non solo ti costringono ad alzarti di malumore ma che spesso, ti accompagnano tutto il giorno avvolgendoti in una aura di nervosismo, deleterio per la salute. Che poi mi chiedo, ma com'è che nei sogni io ho sempre la risposta pronta e mi difendo come mai nella vita reale? Forse è questo che mi mette di malumore al mattino. Non posso essere quotidianamente la "stonza bastarda acida" dei sogni notturni?