martedì, 25 settembre 2007

Non vorrei essere qui, seduta nel mio ufficio. Effettivamente non sono qui. La mia mente è altrove... C'è chi dice che questa mia insofferenza al mio attuale lavoro sia dovuta esclusivamente alla proposta di lavoro che è piovuta da Parigi, anche restando in tema con la pioggia che oggi, improvvisamente, si è rifatta viva, ma non è così. Parigi c'entra, è innegabile questo, ma c'entra meno di quanto ci si possa aspettare. E' il tempo che passa a rendermi insofferente, il tempo delle attese. Si, attese. La mia decisione di andare o no a Parigi è legata saldamente alla Sua decisone di partire. Ma, e questo ma è come se fosse scritto a caratteri cubitali, io dovrò attendere che Lui salga a Parigi, che cerchi di capire la validità e fattibilità dell'offeta che ci è stata fatta per poi comunicarmi l'esito della Sua decisione e conseguentalmente decidere io. Questo significa che: per almeno un altro mese io devo vivere in stand-by lavorativo. Senza poter cercare un altro lavoro qui e senza poter stare con la mia testa già a Parigi. Devo semplicemente starmene seduta qui, in ufficio, con i pensieri che schizzano fuori dalla testa e mi saltellano attorno dandomi l' emicrania. E ovviamente il mio stato di ansia-paura lavorativa, come al solito, non viene capito da nessuno. Come tutto il resto, del resto. C'est la vie. 

postato da: desdemona691 alle ore 25/09/2007 09:36 | link | commenti (3)
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martedì, 11 settembre 2007

Sono fatta così. Odio le partenze. Odio separarmi da Te. Odio restare in apnea per due - tre settimane in attesa di sapere cosa succederà... se dovrò spostare la mia residenza in Francia o se Tu dovrai semplicemente riprendere il Tuo vivere quotidiano qui. Io voglio la tranquillità. Voglio l'aria. E Tu sei la mia aria. Vorrei che partissi al più presto per rivederTi al più presto. Vorrei che non partissi affatto o che se lo facessi possa darmi la certezza da subito di ciò che avverrà. Vorrei una minima certezza. Sono arrabbiata. Non triste. Sono arrabbiata per chè non sopporto che ci sia qualcuno che debba dirci quando e quanto vederci. Non sopporto che ci sia qualcuno che tanto dice di volerci bene e tanto se ne frega di separarci, seppur per un piccolo periodo. Sono arrabbiata. E mi conosco. Quando sono arrabbiata divento incontrollabile dal punto di vista delle parole. Potrei non tenermi dentro quello che penso del qualcuno che vuole imporci di fare ciò che vuole, non ciò che vogliamo Noi. Potrei esplodere contro quella persona. Nessuno deve permettersi di minare la mia felicità e la mia serenità. Nessuno deve permettersi di minare la Nostra felicità e la Nostra serenità. Nessuno.

postato da: desdemona691 alle ore 11/09/2007 18:27 | link | commenti (2)
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lunedì, 10 settembre 2007

Diciamo che è stato un mese lungo e pregno di cose vissute. Diciamo che ci sono state cose belle e magiche e altre brutte e dolorose. Diciamo che il Nostro viaggio nella capitale francese si è trasformato in un giro tra Parigi... Normandia... Parigi... Marbella... Parigi... per poi tornare a casa... poco più di una settimana fa... con il cuore pieno di ricordi e pieno di progetti, sogni, speranze. Diciamo che il destino è beffardo. Diciamo che a poche ore dal Nostro rientro "il male di vivere" ha portato via con sè per un viaggio senza ritorno la Tua ex metà. Diciamo che sono state ore di dolore profondo, ore di domande senza risposta, ore di saluti silenziosi, di preghiere, di lacrime. Diciamo che ancora non riesco a capacitarmi di ciò. Diciamo che certe cose non dovrebbero accadere perchè la vita è meravigliosa. Ma poi accadono. E tutti restiamo basiti, addolorati, a porci domande, a cercare una spiegazione che mai arriverà. Diciamo che non ci resta che pregare per il suo eterno riposo e per la sua eterna pace... ovunque lei sia.  Diciamo che è dura affrontare questo momento. Diciamo che trovo la forza nell'Amore che provo per Te. Diciamo che sto tirando fuori tutta la comprensione che possiedo. Diciamo che ora viene anche fuori che i Nostri progetti futuri sono stati rimescolati da abili mani che ce li avevano regalati qualche settimana fa. Diciamo che abbiamo sognato di partire per Parigi di nuovo insieme, vivere lì, intraprendere una nuova strada insieme lì. Appunto. Insieme. Diciamo che adesso le abili mani di cui sopra che mescolano tanto bene i sogni e le speranze altrui manco fossero un mazzo di carte, decidano di cambiare gran parte del gioco. Tu partirai. Io aspetterò. Ti aspetterò. Aspetterò la data in cui forse ti raggiungerò. Aspetterò la data in cui forse Tu tornerai. E tutto ciò è ingiusto. Era il Nostro sogno. E non possiamo permettere a qualcuno che non sia Tu o io di cambiarlo.

postato da: desdemona691 alle ore 10/09/2007 18:40 | link | commenti (2)
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