...ma sarà vero?
Mi sembra di far tanto ma di restare sempre al punto di partenza. E intanto il tempo passa. Il tempo tiranno che non riesco ad accettare. Faccio, dico, mi muovo, mi spacco la schiena. Ma resto sempre immobile. E intanto la mia testa esplora sogni irrealizzabili, sogni di una vita, sogni diventati la mia seconda pelle o forse proprio la prima. E mi tornano in mente alcuni versi della mia poesia preferita...
...Ora la mia giornata non è più che uno sterile avvicendarsi di rovinose abitubini...
E io, che non riesco ad uscirne. Io. Proprio io. Che sono in gamba. Che sono intelligente. Io. Invischiata in una quotidianità che non mi appartiene. Io sono figlia del mondo. Di tutto quello che c'è... aldilà delle rovinose abitudini.
...E sogno partenze assurde...
Sogno disperatamente di partire. Di andare via. Di camminare in una città straniera. Di esserne parte integrante. Di vivere lì la mia quotidianità fatta da deliziose abitudini. Sogno altri luoghi, altre lingue, altre razze. Sogno come una ragazzina. Ma sono proprio i sogni di me, di quand' ero ragazzina. E ora, che ragazzina non sono più, me li ritrovo comunque accanto... e in testa...e dentro di me... e con malincuore mi rendo conto che il tempo è passato troppo velocemente e che forse, i sogni, mi resteranno ancorati per sempre al cuore... senza riuscire mai a realizzarli.
...Invano, invano lotto per possedere i giorni che mi travolgono rumorosi...
E vado avanti, mi lascio travolgere da un quotidiano che non mi appartiene, resto a testa alta, silenziosa, mentre dentro di me sento le urla di ciò che ho dentro, sento le urla dei miei sogni.
...Io annego nel tempo.
E così, aspetto che il tempo passi sperando che ce ne sia abbastanza per poter fare tutto. Ma è una speranza invana.
(La poesia è "Alla deriva" di Vincenzo Cardarelli. Ho riportato solo alcuni versi.)
Sono completamente assorta nel mio quotidiano. Lavoro continuamente, risolvo problemi familiari, cerco di trovare piccoli spazi tutti per me. Sono attiva 16 ore su 24 e in quelle 16 non mi fermo mai. E' un periodo pregno di cose lavorative. Sarei più entusiasta se parte di quelle 16 ore non venissi sfruttata precariamente in questo ufficio. Solita storia. Voglio andare via di qui. Il tempo restante aiuto Lui in un nuovo progetto che mi prende completamente ed è l'unica cosa che faccio con entusiasmo. Per il resto continuo ad essere schiava di sogni che mi permettono di respirare. Il Nostro Amore resta la favola di sempre ma più matura, più profonda, più speciale.